Pressione di fluidi, aria, gas: cos’è e come misurarla

Ultimo aggiornamento: 09.02.23

 

Scopriamo insieme che cosa intendiamo quando parliamo di pressione ed entriamo nel merito dei vari metodi per misurarla. 

Chi provasse a dare martellate a un birillo sul muro probabilmente non otterrebbe niente, ma se si martella con la stessa forza su un chiodo, il chiodo si conficcherà nel muro. Questo semplice esempio dimostra che per capire cos’è la pressione non basta conoscere l’entità della forza, ma anche come questa forza è distribuita sulla superficie dell’impatto.

Nel caso del chiodo, tutta la forza è concentrata su una superficie molto ridotta, quella della punta sottilissima, mentre nel caso del birillo la superficie a contatto col muro è molto maggiore e quindi la forza è meno concentrata.

La pressione, quindi, è l’azione della forza esercitata su una superficie.

Per avere una pressione significativa si può esercitare una forza notevole oppure concentrare una forza minore su una superficie più ridotta. Sfruttano questo principio coloro che si sdraiano su un letto di chiodi. Sì, perché quello che conta è la superficie totale su cui è distribuita la forza: se il letto è ricoperto da tantissimi chiodi, la pressione esercitata dal corpo si riduce. Se i chiodi sono pochi, il discorso cambia…

 

Come si misura la pressione di un fluido o di un gas?

Non solo le superfici solide come i chiodi (o i birilli) esercitano una pressione ma anche i fluidi e i gas. Potrebbe sembrare strano, anche perché è difficile immaginare di prendere un chiodo a martellate con un fluido.

Chi fa immersioni subacquee, però, sa bene che l’acqua sopra di sé ha un peso ed esercita una pressione; pressione che aumenta man mano che si va in profondità. Ma anche i gas o l’aria esercitano una pressione: ci accorgiamo di un cambiamento della pressione, per esempio, quando ci troviamo su un aereo.

In generale, la pressione di un gas è prodotta dagli urti tra le sue molecole e quelle del contenitore, visto che fluidi e gas non hanno forma propria ma assumono quella dei contenitori dove sono inseriti.

Ma come si misura questa pressione?

Esistono, naturalmente, degli strumenti per misurare la pressione. Uno di questi è il manometro.

 

Cos’è il manometro?

Il manometro è un misuratore di pressione dei liquidi e dei gas, per lo meno di quelli che hanno una pressione superiore alla pressione atmosferica, altrimenti si parla più correttamente di vacuometri o vuotometri. I manometri generalmente vengono divisi in tre categorie:

• quelli che misurano la pressione assoluta

• quelli che misurano la pressione differenziale 

• quelli che misurano la pressione relativa

I principali tipi di manometro sono: differenziale e assoluto. Vediamo.

 

I principali tipi di manometro

Per utilizzare il corretto manometro bisogna sapere quale tipo di pressione si vuole misurare: la pressione assoluta è quella misurata rispetto a una pressione di riferimento pari a zero, cioè il vuoto. La pressione differenziale si misura prendendo come riferimento un’altra pressione. La pressione relativa è un tipo di pressione differenziale che misura la differenza tra la pressione assoluta dell’atmosfera e un altro valore di pressione assoluta.

 

Manometro differenziale

Un manometro differenziale è uno strumento che misura la differenza di pressione tra due punti: i più semplici possono essere costruiti anche in casa, poi ci sono i modelli via via più complessi e quelli digitali.

Normalmente i manometri misurano la pressione in un contenitore confrontandola con quella atmosferica o con quella di un altro contenitore. Rivelano sia quale contenitore ha una pressione maggiore sia quanto è grande la differenza tra i due.

I manometri differenziali vengono impiegati in numerosi campi: per esempio, possono misurare la dinamica del flusso di un gas in un tubo perché riescono a rilevarne la pressione in vari punti.

 

Manometro assoluto

Il manometro assoluto misura pressioni assolute e non relative; è uno strumento che serve quando bisogna misurare la pressione di un fluido indipendentemente dall’azione naturale della pressione atmosferica, ma prendendo come riferimento lo zero assoluto.

Quando si va ad acquistare un manometro differenziale o assoluto, le caratteristiche tecniche che bisogna valutare sono diverse. Per esempio:

• Grado di precisione

• Numero di porte in pressione

• Misura di pressione massima

• Misura di pressione minima

• Grado di protezione IP

• Sovrapressione massima

 

Manometri analogici e digitali

Un’altra categorizzazione che si può operare con i manometri è quella tra modelli analogici e digitali. Vediamo brevemente vantaggi e svantaggi di ognuno.

Manometri analogici

Vantaggi
Svantaggi
 • Più economici  • Sono meccanici, quindi soggetti a problemi derivanti da, per esempio, vibrazioni, temperatura, corrosione
 • Non devono essere alimentati  • Devono essere ricalibrati periodicamente
 • Le componenti sono più facilmente sostituibili  • Leggibilità del quadrante ridotta in caso di scarsa illuminazione
 • Il quadrante si legge anche a distanza  • La lettura dei dati può essere sbagliata se vista da un’angolazione sbagliata
 • Possono essere impiegati in aree pericolose

 

Manometri digitali

Vantaggi
Svantaggi
 • Rimangono calibrati più a lungo  • Hanno bisogno di essere alimentati
 • Restituiscono risultati migliori in presenza di vibrazioni, corrosione, ecc.  • Sono più costosi
 • Spesso sono dotati di display retroilluminato
 • Offrono più opzioni, per esempio rilevazioni in diverse unità di misura

Tutti questi strumenti di cui abbiamo parlato puoi acquistarli qui, così come i calibratori di pressione che pure hanno una notevole utilità nel settore industriale per la gestione dei dispositivi di pressione. Vediamo di cosa si tratta.

 

Calibratori di pressione

Il calibratore di pressione non è un misuratore di pressione gas o fluidi ma è uno strumento fondamentale nel settore industriale perché assicura la calibrazione degli strumenti di misurazione veri e propri, contribuiscono a ottimizzare le operazioni nell’impianto e quindi sono importanti per assicurarne la sicurezza.

Sono dispositivi fondamentali perché bisogna considerare che tutti gli strumenti di rilevazione nel tempo si usurano e perdono precisione. Questo non è accettabile in un impianto industriale la cui sicurezza dipende anche dall’accuratezza delle misurazioni effettuate.

 

Tipi di calibratori di pressione

Quando si sceglie un calibratore di pressione, occorre considerarne le caratteristiche, come la misura di pressione massima e minima, la risoluzione, la tipologia della porta di pressione, ecc. In generale, i calibratori di pressione sono di tre tipi: tester a peso morto, pompe di calibrazione e sorgenti di pressione, calibratori multifunzione. Vediamo.

 

Tester a peso morto

Questo tipo di calibratori verifica l’accuratezza di manometri, sensori, trasmettitori e trasduttori. Utilizzano pesi calibrati noti su un pistone per generare una pressione nota. Sono considerati i calibratori di pressione migliori perché nessun altro raggiunge lo stesso livello di affidabilità, poiché si basano sul peso per calcolare la pressione.

 

Pompe di calibrazione e sorgenti di pressione

In questo caso per verificare e calibrare l’accuratezza degli strumenti si usano le pompe di calibrazione o altre sorgenti di pressione. Si tratta di collegare alla pompa lo strumento da verificare e un manometro di riferimento. A entrambi viene applicata la stessa pressione e si verifica in più punti l’accuratezza dello strumento.

 

Calibratori multifunzione

Simile a una pompa manuale ma più sofisticato, questo tipo di calibratore integra più funzioni come sensori interni per compensare la temperatura e la pressione ambiente. Sono progettati per calibrare praticamente qualunque strumento, quindi sono i più versatili in assoluto.

 

 

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