Come rilegare un libro o dei fascicoli a mano

Ultimo aggiornamento: 29.09.22

 

Avete dei fascicoli oppure delle vecchie riviste che vi piacerebbe rilegare? Eccovi alcune tecniche relativamente semplici che potete eseguire anche a casa vostra.

 

La rilegatura fai da te è consigliata soprattutto agli appassionati di bricolage che amano creare quaderni o agende personalizzate, ma può essere utile anche per chi fa collezione di riviste o fascicoli settimanali. Questi ultimo vengono solitamente affidati alle legatorie, ovvero i laboratori artigianali specializzati nel rilegare libri, ma dal momento che alcune delle tecniche adoperate non sono difficili da eseguire, è possibile armarsi di pochi semplici strumenti e provare a rilegare un libro da soli.

 

Le diverse tecniche

L’arte della rilegatura libri ha origine in India, ma così come la conosciamo oggi in Occidente ha cominciato a svilupparsi soltanto a partire dal I secolo dopo Cristo. Nell’antica India, infatti, i testi erano scritti su foglie di palma che venivano successivamente tagliate in due, seccate e poi legate insieme a tavole di legno. Fu soltanto con il successivo sviluppo della legatoria in Cina e in Giappone che si passò all’uso della carta e i libri cominciarono a prendere l’aspetto che hanno ancora oggi.

Una delle tecniche orientali più importanti è stata messa a punto proprio in Giappone infatti, ed è utilizzata In Occidente, con un processo più o meno analogo, anche se con altre modalità. In antico Egitto, per esempio, si usava scrivere i testi sui papiri che venivano poi arrotolati invece di essere legati insieme in fogli. Nel I secolo dopo Cristo invece, i copti, come venivano chiamati i primi cristiani d’Egitto, misero a punto un metodo di rilegatura a filo del tutto innovativo, che finì col diventare la pietra angolare delle tecniche di rilegatura usate ancora oggi in occidente.

Sia la rilegatura copta sia quella giapponese sono particolarmente adatte per rilegare un libro fai da te, oppure dei fascicoli, andiamo quindi a esaminarle più da vicino e capire come si realizzano passo dopo passo.

 

Rilegatura giapponese istruzioni

In Giappone la legatoria è chiamata Watoji, ed è stata importata direttamente dalla Cina. Si tratta di un metodo semplice che permette la creazione di piccoli libri e quaderni dotati di copertina; come per tutte le altre forme di artigianato, però, i giapponesi sono stati in grado di trasformare in una vera e propria arte anche la legatoria, arrivando addirittura a dare vita a diversi stili semplicemente cambiando il colore del filo e lo schema delle cuciture.

Per eseguirla bisogna procedere nel modo seguente: innanzitutto prendete un certo numero di fogli, di formato A4 oppure A3 a seconda delle dimensioni desiderate, dopodiché piegateli perfettamente in due e inseriteli l’uno nell’altro in modo da creare dei quadernetti. Il numero dei fogli dovrà essere tale da non creare fascicoli troppo spessi ovviamente; la grammatura della carta incide molto su questo aspetto, con una carta da 80 grammi potete mettere insieme anche sei o otto fogli per esempio, mentre con una da 120 grammi è consigliabile non usarne più di quattro o cinque.

Il numero di fascicoli dovrà essere a scelta, a seconda del numero di pagine desiderato; una volta pronti, i fascicoli andranno bloccati insieme con l’aiuto di clip metalliche, in modo da tenerli ben fermi mentre si marca a matita la posizione dei fori lungo il dorso con l’aiuto di un righello. I fori dovranno essere eseguiti con un punteruolo, mantenendosi a circa un centimetro e mezzo di distanza dal bordo della piegatura. Il numero di fori può variare da quattro a sette a seconda delle dimensioni del libro, e devono trovarsi a distanza regolare l’uno dall’altro.

Dopo aver bucato i fascicoli potrete realizzare la copertina anteriore e quella posteriore adoperando un cartoncino delle dimensioni adeguate; quest’ultimo può essere anche rivestito con carta decorata, in modo da impreziosire e personalizzare il libro. Dopo aver forato anche il cartoncino potrete mettere insieme copertine e fascicoli, cominciando così a inserire il filo in uno dei fori; durante questa fase potrete ulteriormente decorare il libro coprendo l’angolatura con un tessuto da incollare tra un foro e l’altro con l’aiuto di una pistola per colla a caldo.

Per quanto riguarda il tipo di cucitura da eseguire, invece, come accennato prima esistono diversi stili, basta quindi cercare in internet dei video di rilegatura giapponese tutorial che possono esservi d’aiuto.

La rilegatura copta

Il metodo di rilegatura a mano messo a punto dagli antichi copti è semplice e funzionale, inoltre è molto simile a quello giapponese, dal quale mutua lo stesso principio di esecuzione ma senza aggiungere complessità alle cuciture. Nonostante sia grezza all’apparenza, però, la rilegatura copta è molto resistente e permette alle pagine di aprirsi completamente.

Per realizzarla bisogna seguire lo stesso procedimento illustrato in precedenza, quando abbiamo spiegato come rilegare un libro con la tecnica giapponese, bisogna quindi piegare i fogli a metà e inserirli l’uno nell’altro a formare dei quadernetti, o fascicoli, e poi cucirli attraverso la piega dopo averla forata a intervalli regolari. Per la copertina si possono usare cartoncini rigidi da 1,5 oppure 2 millimetri di spessore, che è possibile personalizzare incollandovi carta colorata oppure cuoio. Con questo metodo è possibile realizzare quaderni, sketchbook, diari, album per fotografie, agende o taccuini personalizzati, ma volendo è possibile rilegare anche fascicoli o riviste settimanali.

 

Gli strumenti necessari

Dal momento che sia la rilegatura giapponese sia quella copta sono abbastanza semplici da realizzare, gli attrezzi richiesti non sono particolarmente costosi o difficili da reperire. A parte la materia prima per la realizzazione del libro, cioè carta, cartoncino e i materiali per rivestire la copertina, quindi, occorre procurarsi un punteruolo grande e uno piccolo, degli aghi per tappezzieri, un righello in alluminio, un tappetino di taglio da usare come supporto di lavoro, un taglierino, forbici, colla vinilica e colla a caldo, anche se l’uso di queste ultime è facoltativo e limitato soltanto a eventuali varianti sull’esecuzione.

Inoltre è importante scegliere con attenzione i filati da usare per la legatura dei fogli, i quali devono essere resistenti ma non troppo spessi; la scelta migliore consiste nel filo di lino cerato che si usa anche per le cuciture sul cuoio, e che è disponibile in diversi colori.

 

 

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