Come intonacare un muro, una parete o un soffitto

Ultimo aggiornamento: 30.11.22

 

Ecco alcuni consigli su come procedere per intonacare la superficie di una parete o di un soffitto, e in particolar modo su come preparare adeguatamente la malta.

 

L’intonaco non è altro che una malta costituita da una sabbia fine, con granelli dal diametro non superiore ai due millimetri, mescolata con sostanze additive e con un legante che ingloba il tutto e gli permette di indurire. Il tipo di legante utilizzato per la malta serve anche a definire la tipologia di intonaco, che può essere a base di calce, calce-cemento, cemento-calce, gesso o argilla.

La sabbia può essere calcarea oppure silicea e può avere origine naturale, quindi di provenienza fluviale, oppure essere derivata da macinazione; la scelta relativa al tipo di sabbia e di legante da utilizzare nella miscela della malta è subordinata al tipo d’intonaco e alla sua destinazione d’uso, che può essere interna o esterna. Anche gli additivi che si aggiungono alla miscela variano in funzione delle caratteristiche che deve avere l’intonaco; questi additivi possono essere sostanze plastiche, cellulosa, microsilice, amido e altro ancora.

In commercio, inoltre, sono disponibili degli intonaci premiscelati in sacchi, ai quali bisogna aggiungere soltanto acqua; ogni premiscelato ha una composizione specifica per un determinato tipo di applicazione, per cui è possibile trovare intonaco interno, intonaco esterno, rasante e via dicendo, a seconda delle esigenze del caso.

Come si fa l’intonaco

Nel caso in cui l’intonaco debba essere preparato a partire dai singoli componenti, questi devono essere miscelati nelle giuste quantità. La proporzione varia anche a seconda del tipo di malta, per interni o per esterni; l’intonaco per interni, per esempio, è preparato con una miscela composta da dieci parti di sabbia, tre di calce e una di cemento, mentre nell’intonaco per esterni bisogna tenere conto anche degli eventuali additivi. Sia i leganti, quindi calce e cemento, sia la sabbia e gli additivi, vanno prima mescolati a secco in modo da ottenere una miscela omogenea con una granulometria non superiore a 1,5 o 2 millimetri al massimo.

L’acqua va aggiunta e mescolata poco per volta, fino a quando la malta non raggiunge la giusta consistenza; il modo migliore per verificarla è quello di tirare il dorso della pala sull’impasto con un movimento segante, formando così delle creste. Se queste ultime mantengono la loro forma senza sfaldarsi, sbriciolarsi o cadere, allora la consistenza della malta è buona.

Una volta preparato, l’intonaco ha un tempo di lavorabilità di circa un’ora in condizioni climatiche ottimali; se il tempo è particolarmente caldo e secco, invece, allora il tempo di posa in opera si riduce a 30 minuti circa. Di conseguenza è importante preparare sempre una quantità di intonaco tale da poterla smaltire entro questi limiti di tempo, altrimenti si corre il rischio di perderne una parte a causa dell’indurimento.

La consistenza della malta può variare anche a seconda dello strato da applicare; quello di fondo per esempio, detto anche rinzaffo, viene di solito preparato con una sabbia più grossa e con una consistenza più liquida, al fine di migliorare l’adesione degli strati successivi.

Come intonacare

Dopo aver preparato la malta, assicurandosi che sia ben mescolata e della giusta consistenza, è possibile cominciare a intonacare le pareti applicando il primo strato; l’intonacatura, infatti, non è altro che un rivestimento che va applicato sul muro grezzo a strati successivi, in modo da livellare la superficie e prepararla alla tinteggiatura. Il primo strato è quello più consistente ed è chiamato rinzaffo, o intonaco di fondo; questo è l’unico strato che viene applicato sulla parete in maniera non uniforme, in modo da ricoprire circa il 60%-80% della superficie della muratura.

Il rinzaffo va applicato usando la cazzuola, prendendone una piccola quantità per volta e lanciandola sulla parete, oppure adoperando un apposito spruzzatore ad aria compressa; una volta applicato non va toccato, ma va lasciato seccare così com’è in modo da lasciare una superficie ruvida che svolgerà il ruolo di ponte di adesione tra la muratura grezza e i successivi strati di intonaco.

Il secondo strato è chiamato arriccio, o più semplicemente seconda mano, ed è caratterizzato da una granulometria più sottile; l’arriccio costituisce lo scheletro vero e proprio di tutto il rivestimento d’intonaco, infatti il suo compito è quello di uniformare la superficie della muratura, di fungere da barriera protettiva e, al tempo stesso, da struttura portante per l’intonaco di finitura, oppure per il collante e le piastrelle.

Prima di applicare l’arriccio sul rinzaffo, inoltre, bisogna inchiodare dei listelli di legno alla parete, a una distanza di circa 90 centimetri l’uno dall’altro; questi listelli serviranno come guide per la staggia; dopo aver applicato l’arriccio col frattazzo, infatti, passando la staggia sarà possibile livellare lo strato in maniera uniforme.

L’ultimo strato di intonaco è chiamato velo, o anche intonaco a civile, e ha la funzione di protezione e finitura; spesso questo strato è realizzato direttamente con lo stucco rasante, o con intonaci rasanti. L’intonaco civile viene applicato solo col frattazzo, dopodiché viene rettificato dove serve con l’aiuto di levigatrici a nastro, di una levigatrice per muro oppure di carta abrasiva.

 

Come intonacare i soffitti

I passaggi elencati in precedenza sono gli stessi da eseguire quando bisogna applicare l’intonaco al soffitto. Di solito questo tipo di intonacatura va eseguita sui soffitti realizzati con pignatte e travetti, o con travetti e tavelloni, e prima di procedere bisogna preparare dei ponteggi, in modo da poter lavorare in prossimità del soffitto.

Quest’ultimo deve essere prima bagnato, dopodiché si può passare all’applicazione del rinzaffo seguendo la tecnica della schizzatura; considerata la posizione orizzontale della superficie e la tecnica adoperata, è importante munirsi di occhiali di protezione e di una tuta, in modo da poter lavorare senza la preoccupazione di sporcarsi.

Il rinzaffo può essere applicato anche con la cosiddetta tecnica all’americana, cioè invece di schizzarlo con la cazzuola lo si mette sul frattazzo e poi si applica al soffitto spalmandolo con movimenti alternati, in modo da renderlo già ben livellato e uniforme.

 

 

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