Pro e contro del pavimento in cemento spatolato

Ultimo aggiornamento: 30.11.22

 

Tutto quello che c’è da sapere sulle pavimentazioni che vengono comunemente definite “in cemento”: caratteristiche, pregi, difetti e costi di realizzazione.

 

Quello che viene comunemente chiamato pavimento in cemento, in realtà non esiste ma è soltanto un modo di dire entrato a far parte del lessico comune. Con la definizione di pavimentazioni in cemento, infatti, vengono impropriamente indicati due tipi di pavimenti molto diversi tra loro, sia nella sostanza sia per la loro destinazione d’uso, e cioè quelli industriali e quelli di design. Le pavimentazioni industriali non sono realizzate in cemento ma in calcestruzzo; il cemento viene usato soltanto come legante per la sabbia e gli altri materiali inerti che compongono la miscela, di conseguenza in ambito industriale sarebbe più corretto dire che si usa il pavimento in calcestruzzo.

L’altra categoria che adopera i rivestimenti in cemento è quella dell’interior design, quindi principalmente in ambito residenziale oppure commerciale, nei negozi e nei locali pubblici. A differenza delle pavimentazioni industriali, che sono costituite da un massetto di calcestruzzo, i rivestimenti domestici e commerciali hanno spessori millimetrici e sono costituiti da miscele di resine poliuretaniche, o acriliche, in cui il cemento è presente in piccolissime quantità al solo scopo di riprodurre l’effetto spatolato tipico delle pavimentazioni industriali.

Per questa ragione, ormai, viene comunemente chiamato cemento spatolato, microcemento spatolato o anche solo pavimento spatolato.

Come si fa lo spatolato

I pavimenti in cemento spatolato, o microcemento che dir si voglia, come abbiamo accennato anche in precedenza sono costituiti da resine che vanno miscelate prima dell’uso, aggiungendo una minima quantità di cemento e, a seconda delle esigenze del caso, dei coloranti o altre sostanze per ottenere determinati effetti estetici. Sul massetto del pavimento viene quindi adagiata una sottile maglia a rete, sulla quale viene poi versata la miscela di resina fluida; quest’ultima viene quindi lavorata con la spatola, in modo da essere distribuita uniformemente sul pavimento.

Per garantire una superficie di livello costante, prima della posa in opera vengono effettuate le dovute misurazioni sul massetto, spesso con l’ausilio di una livella laser, per controllare se ci sono zone da sottoporre a rettifiche.

La lavorazione a spatola è finalizzata anche a ottenere le caratteristiche sfumature tipiche delle pavimentazioni industriali in calcestruzzo; dal momento che il metodo è manuale e la spatola è uno strumento abbastanza grande, però, nelle zone difficili da raggiungere, come gli angoli per esempio, il texture spatolato è più difficile da ottenere e la superficie, non potendo essere lucidata, rimane opaca e leggermente grezza.

 

Vantaggi dei pavimenti in cemento spatolato

Totale impermeabilità all’acqua: la superficie non presenta le classiche fughe dei pavimenti di piastrelle, quindi l’acqua non penetra al di sotto del rivestimento.

Conducibilità termica: il cemento spatolato è un tipo di pavimentazione soprattutto in presenza di impianti di riscaldamento con pannelli radianti a pavimento, in quanto permette al calore di diffondersi più rapidamente.

Spessore ridotto: grazie a questa caratteristica è possibile applicare il rivestimento anche su pavimentazioni già esistenti senza essere costretti a rimuoverle, risparmiando così sulle spese di ristrutturazione.

Personalizzabile: la miscela di resina può essere realizzata con i colori e le sfumature desiderate; una volta applicata e indurita, poi, diventa resistente e durevole nel tempo.

Versatilità: è adatta per tutti gli ambienti, inclusi bagni e cucine, e va bene anche per le pavimentazioni esterne.

 

Svantaggi dei pavimenti in cemento

Posa in opera: è assolutamente sconsigliato il fai da te; il materiale non è semplice da lavorare perché si tratta di una miscela di resina che indurisce entro un tempo limite, quindi richiede per forza l’intervento di un professionista.

Limiti di resistenza: per quanto sia durevole e resistente ha i suoi limiti. In caso di danneggiamento, oppure se una parte del pavimento dovesse rovinarsi in seguito a un urto, a dei graffi o al versamento di sostanze chimiche, si è costretti a intervenire sull’intera superficie del pavimento con una nuova posatura.

 

Il costo dei pavimenti in cemento spatolato

I prezzi variano in funzione della superficie complessiva da rivestire, del tipo di fondo e in base al tipo di prodotto e ai colori. In linea di massima il costo di realizzazione di un pavimento in cemento spatolato varia dai 60 ai 90 euro per metro quadro se viene eseguito su una superficie autolivellante; se viene realizzato su massetto grezzo, invece, allora il prezzo varia dai 70 ai 100 euro per metro quadro, e oscilla tra gli 80 ai 140 euro quando viene realizzato sulle mattonelle.

Le cifre indicate sono complessive, includono cioè sia la manodopera sia l’IVA, inoltre possono variare ulteriormente a seconda della metratura complessiva, del tipo di lavorazione da eseguire, della geometria e della disposizione superfici.

Non è invece possibile eseguire delle stime sui costi per la realizzazione di rivestimenti in cemento spatolato da applicare alle pareti o ai bagni, in quanto il tipo di lavorazione richiesto e i diversi fattori da considerare non permettono di eseguire un calcolo orientativo, nemmeno in maniera approssimata.

Le piastrelle in cemento

Lo stesso effetto dei pavimenti in cemento spatolato può essere ottenuto con alcuni tipi di piastrelle, in particolar modo il gres porcellanato e la kerlite, materiali che rappresentano entrambi una valida alternativa alle pavimentazioni in cemento.

La kerlite è un gres porcellanato ceramico di nuova generazione e ha il pregio di offrire gli stessi vantaggi del microcemento in termini di resistenza, spessore ridotto e versatilità, ma con una resa estetica nettamente superiore. La pecca sta nel costo, però, che è altrettanto elevato; il prezzo parte infatti da una cifra più bassa, circa 24 euro al metro quadrato, ma può arrivare anche ai 230 euro circa al metro quadrato, a cui bisogna aggiungere dai 7 ai 35 euro al metro quadrato per la posa in opera.

Il gres porcellanato tradizionale, invece, è più economico; in questo caso il prezzo varia dagli 8 ai 45 euro al metro quadrato, a seconda del tipo di piastrelle, a cui si aggiungono dai 10 ai 22 euro al metro quadrato per la posa in opera.

 

 

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