Come usare in sicurezza il trapano a colonna

Ultimo aggiornamento: 30.11.22

 

Gli elettroutensili, se non usati con le dovute precauzioni, possono rappresentare una fonte di rischio per l’operatore. Vediamo quali precauzioni richiede il trapano a colonna.

 

Ogni attività presenta i suoi rischi, soprattutto quando si tratta di lavori artigianali che richiedono l’uso di macchinari come seghe, trapani, martelli altre attrezzature potenzialmente pericolose se non usate con le dovute cautele e precauzioni. Gli infortuni sul lavoro, infatti, sono dovuti principalmente alla disattenzione e alla mancata applicazione delle norme basilari di sicurezza, per non parlare del corretto utilizzo delle attrezzature e della loro regolare manutenzione.

Nell’ambito della lavorazione del legno, i macchinari che rappresentano la principale fonte di rischio sono soprattutto le seghe e i trapani; nel nostro articolo, quindi, vedremo come fare per gestire al meglio il trapano a colonna in modo da usarlo in sicurezza e ridurre al minimo i potenziali rischi per l’operatore.

 

L’attrezzo che presenta i maggiori rischi è sempre quello più sottovalutato

Non è affatto un caso se abbiamo scelto di parlare proprio del trapano a colonna; nell’ambito specifico della lavorazione del legno questo attrezzo, insieme alle fresatrici, tende a essere fin troppo sottovalutato in termini di sicurezza.

Se nei confronti dei vari tipi di seghe e pialle viene sviluppato un livello di attenzione molto più alto infatti, proprio perché si tratta di strumenti da taglio che offrono una chiara percezione della loro potenziale pericolosità, mentre fresatrici e trapani sono erroneamente visti con meno preoccupazione. Eppure anche la possibilità di disporre del migliore trapano a colonna, per quanto riguarda l’affidabilità e la qualità, non mette assolutamente al riparo l’operatore dai pericoli connessi all’utilizzo di questa macchina.

I potenziali rischi presentati da questo specifico utensile sono i seguenti: l’impigliamento e il trascinamento con il mandrino, l’improvvisa proiezione a elevate velocità di trucioli e detriti di materiali di altro tipo, il prodursi di eventuali ferite dovute a urto e trascinamento, e l’impigliamento o lo schiacciamento con gli organi di trasmissione del moto.

Questi sono i casi più eclatanti, ovviamente, ma la casistica di rischio si allunga ulteriormente se vogliamo tenere conto anche di un eventuale uso improprio dell’elettroutensile; vediamo quindi di stabilire i parametri principali da rispettare prima, durante e dopo l’utilizzo del trapano a colonna.

 

Le operazioni preliminari

Nel caso di acquisto recente dell’apparecchio, la prima cosa da fare è procedere a un attento esame dello stesso, soprattutto se si tratta di un modello destinato a uso hobbistico. I trapani a colonna di categoria hobbistica, infatti, sono spesso caratterizzati da un assemblaggio mediocre e da un controllo qualità poco accurato, dovuto principalmente alla loro economicità; questo non significa che questi trapani siano da buttare, anzi l’esatto opposto. 

Se si ha la pazienza di eseguire una minuziosa verifica dell’elettroutensile infatti, smontando e rimontando le componenti principali, si potranno correggere tutte le imperfezioni e incrementare ulteriormente la sua affidabilità e la sicurezza.

Prima di iniziare la verifica bisogna consultare il manuale delle istruzioni dell’apparecchio, soprattutto la sezione relativa a sicurezza e precauzioni d’uso, nonché lo schema esploso della macchina, se presente, dove sono indicati tutti i pezzi e l’ordine da seguire per lo smontaggio e rimontaggio.

Durante la verifica bisogna controllare il posizionamento e la presenza dei dispositivi di sicurezza, lo schermo di protezione e assicurarsi che sia integro, pulito e trasparente, se è presente o no un dispositivo per il bloccaggio dei pezzi in lavorazione, verificare il mandrino e il meccanismo di blocco in sede delle punte, controllare gli ingranaggi della scatola di trasmissione ed eseguire le rettifiche del caso. Alcuni di questi controlli possono essere eseguiti tranquillamente “a secco”, cioè con l’elettroutensile spento, per altri invece, è necessario collegarlo alla corrente e avviarlo.

La prima verifica, quindi, deve essere statica e interessare tutte le parti meccaniche e il loro corretto assemblaggio. Una volta eseguito questo passaggio, si potrà finalmente procedere con il “rodaggio” dell’apparecchio, in modo da controllare il corretto funzionamento del sistema di aspirazione, della trasmissione e, soprattutto, l’efficacia dei dispositivi di blocco e protezione, nonché del dispositivo per l’arresto di emergenza.

 

Le precauzioni da adottare durante l’utilizzo

La prima causa di incidenti, durante l’uso del trapano a colonna, è rappresentata dalla rottura improvvisa delle punte, seguita subito dopo dallo spostamento improvviso dei pezzi sottoposti a lavorazione.

Per quanto riguarda la rottura delle punte, la prima regola da seguire è quella di adoperare sempre degli accessori di qualità certificata; spesso e volentieri infatti, soprattutto in ambito amatoriale e hobbistico, più che alla qualità si tende a guardare al risparmio, e non ci si rende conto di quanto questo approccio possa essere pericoloso per l’operatore. 

Le punte a basso costo, infatti, sono realizzate con acciaio scadente e si spaccano con estrema facilità sotto sforzo; il rischio che i frammenti vengano sparati verso il volto e gli occhi dell’operatore, quindi, è più alto di quanto ci si possa immaginare.

Ovviamente la rottura può capitare anche a una punta di alta qualità, specie se questa è particolarmente usurata, quindi è bene ricordarsi di controllare anche lo stato degli accessori prima di usarli, soprattutto se vengono adoperati regolarmente e in maniera più o meno intensiva. In caso di blocco improvviso della punta nel pezzo, inoltre, prima di sollevare il mandrino bisogna sempre spegnere il trapano, perché sollevarlo a motore acceso potrebbe facilmente portare alla rottura della punta.

Lo stesso discorso vale per i pezzi sottoposti alla lavorazione, questi devono essere sempre saldamente bloccati al piano di lavoro mediante le apposite morse e prima di mettere in moto il trapano; è assolutamente vietato usare le mani per bloccare il pezzo, a prescindere dalla sua dimensione.

Ulteriori accorgimenti da seguire sono l’uso di un vestiario adeguato e di ulteriori dispositivi di protezione personale, soprattutto per gli occhi e per le mani.

Le operazioni post-lavoro

Dopo aver usato il trapano a colonna non bisogna limitarsi semplicemente a spegnere la macchina, ma si deve anche rimuovere la punta dal mandrino e sottoporre l’elettroutensile a una pulizia accurata senza usare l’aria compressa, perché questa spingerebbe polveri e trucioli negli interstizi delle parti meccaniche, intasando l’apparecchio.

È consigliabile invece usare un aspiratore e rimuovere con attenzione tutti i residui di polvere, non solo dal piano di lavoro ma soprattutto dal mandrino, dalle feritoie di raffreddamento del motore, dalla trasmissione e da tutte le altre parti soggette a movimento.

 

 

 

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