Tutto quello che devi sapere per costruire un soppalco per il garage in legno o ferro

Ultimo aggiornamento: 29.09.22

 

A cominciare dalle normative vigenti in materia, da seguire scrupolosamente, fino alle diverse soluzioni possibili per realizzare un soppalco nel vostro garage.

 

Spesso e volentieri, soprattutto negli immobili di vecchia data, i box oppure gli ambienti generici che vengono solitamente adibiti a garage, sono caratterizzati da un soffitto molto alto che lascia un sacco di spazio inutilizzato in verticale.

La soluzione migliore, per sfruttare in maniera conveniente questo spazio, consiste nella realizzazione di un soppalco garage; questo permette di trasformare lo spazio inutilizzato in uno spazio fruibile, che può essere adibito a laboratorio oppure a rimessa, per conservare utensili a mano ed elettrici, set di cacciavite e ulteriori attrezzature per il fai da te, oppure gli pneumatici del cambio stagionale e altre cose ancora che non trovano posto negli sgabuzzini di casa.

Prima di procedere con i lavori, però, bisogna decidere che tipo di struttura creare, ma soprattutto bisogna mettersi in regola con la legge e rispettare quanto stabilito dal Regolamento Edilizio del proprio Comune di residenza.

 

Le diverse strutture

Prima di prendere in considerazione l’aspetto legale e vedere cosa riporta la normativa soppalchi, è importante capire innanzitutto quali sono le varie opzioni possibili per quanto riguarda la struttura e i materiali che si possono adoperare, nonché l’eventuale possibilità di realizzare il lavoro in modalità fai da te.

Lo spazio disponibile in garage è determinante nella scelta del tipo di soppalco che si intende realizzare, soprattutto per quanto riguarda l’altezza del soffitto e la disposizione di pilastri e pareti portanti. È possibile infatti creare una struttura più solida e duratura se si ha la possibilità di ancorarla alle pareti portanti; questa soluzione, però, implica per forza di cose l’esecuzione di lavori in muratura, e quindi l’intervento di personale qualificato. Se invece si tratta di realizzare un soppalco piccolo, allora si può tranquillamente considerare l’idea di acquistare un soppalco prefabbricato e di montarlo da soli con l’aiuto di un amico.

In commercio si possono trovare diversi kit di soppalchi prefabbricati, sia in legno sia in ferro, e questi rappresentano la soluzione migliore e più economica al tempo stesso. Le strutture per soppalchi che si trovano in questi kit, infatti, sono progettate per rispettare determinate esigenze in termini di dimensioni e capacità di carico; i materiali con cui sono realizzate, inoltre, sono semilavorati e non richiedono l’uso di attrezzature particolari, ma vanno semplicemente assemblati secondo le istruzioni riportate nel kit.

Un’ulteriore alternativa all’esecuzione di lavori di ristrutturazione, inoltre, è quella di realizzare un soppalco autoportante; anche in questo caso c’è il vantaggio di poter acquistare un kit soppalco fai da te, oppure utilizzare direttamente dei tubi innocenti come struttura di supporto, e poi stendere sugli stessi un tavolato per soppalco, evitando in tal modo di eseguire qualsiasi tipo di intervento complesso per ancorarlo alle strutture portanti preesistenti. In questo caso, però, bisogna tenere conto del fatto che lo spazio interno fruibile del garage sarà modificato in base alla disposizione dei montanti verticali che sorreggono il tavolato e ne scaricano il peso a terra in maniera uniforme. L’ulteriore difficoltà alla quale si può andare incontro, poi, è relativa alla realizzazione di una scala che permetta non solo l’accesso in sicurezza, ma lasci anche spazio a sufficienza per consentire il trasporto di pacchi e altri elementi ingombranti sulla soppalcatura.

 

La scelta dei materiali

Il soppalco, sia esso concepito come una struttura abitabile oppure come un semplice palchettone non abitabile, deve rispondere a determinati requisiti di solidità e sicurezza; di conseguenza questa struttura viene realizzata utilizzando soltanto due tipi di materiali: il legno massello e il ferro.

Sia le strutture realizzate a partire da zero sia i kit prefabbricati, possono essere fatti interamente in legno oppure in metallo, oppure si possono utilizzare entrambi i materiali e creare la struttura di sostegno e il telaio con tavelle e montanti in acciaio, mentre il tavolato calpestabile viene fatto in legno. La scelta del materiale è subordinata soltanto alle esigenze del caso, quindi al tipo di progetto e al budget disponibile; ciò non toglie che la struttura dovrà essere realizzata a regola d’arte, in modo da non mettere a rischio l’incolumità delle persone che vi accedono o vi transitano al di sotto.

 

Le norme da rispettare

Anche in questo caso esistono delle differenze tra i soppalchi abitabili e quelli non abitabili.

Nel caso di soppalchi abitabili per esempio, indipendentemente dalla destinazione d’uso finale che può essere quella di rimessa, ripostiglio, laboratorio o studio, bisogna rispettare le indicazioni riportate nel Decreto del Ministero della Sanità del 5 luglio 1975, relative alla salubrità degli edifici destinati a uso abitativo

Nella fattispecie, quindi, l’altezza minima del soppalco non dovrà essere inferiore a 2,40 metri, il che presuppone che l’ambiente dove si desidera realizzare il soppalco dovrà avere un’altezza minima di almeno 5,20 metri; inoltre bisogna mantenere un rapporto di almeno 1/8 tra la superficie calpestabile e l’area delle finestre.

La superficie massima che il soppalco potrà andare a coprire, poi, è di 1/3 rispetto alla superficie calpestabile del locale; per quanto riguarda questo particolare aspetto, però, bisogna consultare il Regolamento Edilizio del proprio Comune di residenza perché in genere ogni Comune tende ad applicare le proprie variazioni.

Il discorso cambia per i palchettoni invece, la cui altezza massima può arrivare anche a 1,50 metri soltanto, mentre la dimensione massima varia da Comune a Comune.

 

I permessi di costruzione

A seconda dei casi, come accennato in precedenza, la realizzazione di un soppalco potrebbe richiedere l’esecuzione di lavori in muratura; anche per le strutture autoportanti, però, i permessi necessari possono subire variazioni in base al Comune.

Nel caso di un piccolo soppalco non abitabile, per esempio, basta compilare e consegnare la Dichiarazione di Inizio Attività (DIA) all’Ufficio Tecnico del proprio Comune di residenza. Per i soppalchi abitabili, o anche per quelli non abitabili ma di grandi dimensioni, serve invece il Permesso di Costruzione oppure la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) e quindi l’intervento di un ingegnere, di un architetto o di un altro tecnico parimenti qualificato.

Se la realizzazione del soppalco comporta anche una variazione della superficie calpestabile, poi, bisogna provvedere obbligatoriamente a una modifica dei parametri catastali dell’edificio.

 

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