Suggerimenti su come rimuovere il silicone

Ultimo aggiornamento: 30.11.22

 

Tutto quello che bisogna sapere sul silicone e sui metodi per rimuoverlo dalle diverse superfici, dal vetro fino alle piastrelle.

 

I prodotti più usati in ambito domestico sono soprattutto l’alcool etilico, il solvente per lo smalto delle unghie, l’aceto oppure l’acquaragia; ma se volete sapere come rimuovere il silicone in maniera veramente efficace, però, bisogna cambiare metodo e sostanza adoperata a seconda della superficie sulla quale è stato applicato.

Determinati prodotti, infatti, potrebbero risultare troppo aggressivi oppure lasciare aloni; bisogna inoltre tenere conto che esistono diversi tipi di silicone, quindi determinate sostanze possono essere efficaci con una tipologia e inefficaci per altre. In questo articolo andremo ad approfondire ulteriormente l’argomento.

 

I tipi di silicone

Il silicone è un polimero inorganico basato su catene di ossigeno, silicio e gruppi funzionali organici che si legano agli atomi di silicio, che può essere sintetizzato in tre diverse forme: oli, resine e gomme.

Le diverse forme in cui viene prodotto gli permettono di essere adoperato per una vasta gamma di applicazioni in diversi settori e per svariati scopi, tra cui quello di adesivo, lubrificante, isolante o sigillante. Gli esempi citati sono gli impieghi più diffusi nell’ambito delle costruzioni, sia a livello professionale sia domestico e hobbistico, e per queste applicazioni si utilizzano tre diversi tipi di silicone: acetico, acrilico e neutro.

Il silicone acetico è ottimo come sigillante impermeabile per le superfici lisce, quindi è adoperato principalmente per isolare e sigillare sanitari, lavelli, box doccia, celle frigorifere e giunzioni serramento-vetro; quello acrilico, invece, è adatto soprattutto per le superfici porose, quindi legno, muratura e cartongesso.

Quelli neutri sono adatti per tutte le superfici, in particolar modo quelle più delicate, e possono essere adoperati anche per sigillare e isolare giunzioni elastiche; esistono poi dei siliconi con caratteristiche specifiche, come quelli creati apposta per le superfici vetrose e quelli con proprietà antimuffa.

 

Come togliere il silicone

Una volta applicato e asciugato, il silicone offre un’elevata durata nel tempo ma potrebbe essere necessario rimuovere le bave prodotte durante l’applicazione, oppure l’intero strato nel caso in cui si renda necessaria una ristrutturazione.

La sua applicazione, inoltre, porta inesorabilmente a contatto con la sostanza, quindi è molto importante sapere come togliere il silicone dalle mani senza lasciarne traccia e senza utilizzare prodotti troppo aggressivi per la pelle.

Le sostanze sciogli silicone in commercio, infatti, sono numerose e basate su diverse composizioni, ma volendo è possibile adoperare anche dei prodotti che possono essere facilmente reperiti in casa.

Come si toglie il silicone

Uno dei metodi rimuovi silicone solitamente più utilizzati, soprattutto nell’ambito del fai da te, è l’uso di una lametta o di un cutter da passare lungo i bordi del cordone in modo da tagliarlo ed estrarlo interamente, oppure raschiarlo via dalle superfici con una spatola. Per quanto possa rivelarsi funzionale, però, questo procedimento è sconsigliato per diverse ragioni, a partire dal rischio di farsi male fino a quello di graffiare irrimediabilmente le superfici dove era stato applicato il silicone. Quest’ultimo, inoltre, con la lama non viene mai rimosso del tutto ma tende a lasciare residui che in seguito diventano ancor più difficili da togliere.

La maniera più efficace, quindi, rimane l’uso di un solvente per silicone, che si tratti di un prodotto specifico oppure reperito in casa. Le sostanze domestiche che vanno bene per questo scopo sono l’acetone usato per sciogliere lo smalto delle unghie, l’acquaragia e l’alcool etilico, ma si possono ottenere buoni risultati anche usando il comune aceto di cucina oppure la benzina.

È assolutamente sconsigliato l’uso della trielina per togliere il silicone, invece, in quanto questa sostanza esala vapori di una pericolosità estrema, i quali possono risultare addirittura letali in breve tempo se inalati in grandi quantità. Anche nel caso in cui si scelga di adoperare un solvente specifico, inoltre, è importante controllare sempre la scheda tecnica del prodotto al fine di verificare l’eventuale presenza di sostanze potenzialmente letali, come l’acido fosforico per esempio.

Come togliere il silicone dal vetro del box doccia

Se il box doccia è in fase di installazione e si vogliono eliminare i residui in eccesso di silicone quando è ancora fresco, basta usare una spatola, meglio ancora se di plastica in modo da non correre il rischio di lasciare graffi sui vetri e poi, dopo aver tolto il grosso, strofinare le superfici interessate con un panno di stoffa asciutto facendo attenzione a non stendere ulteriormente gli eventuali residui rimasti, fino a eliminare qualsiasi traccia.

Se invece il silicone è asciutto conviene rimuoverlo usando alcool etilico o aceto, perché adoperando altri solventi si corre il rischio di lasciare aloni sul vetro. La consistenza del silicone secco può essere morbida o dura a seconda dei casi, questo aspetto è importante perché influisce sul tempo che impiega l’alcool nel penetrare a fondo il silicone e a scioglierlo; quando quest’ultimo si è ammorbidito al punto giusto lo si potrà facilmente rimuovere con la spatola e poi finire la pulizia con un panno di stoffa imbevuto d’alcool.

Come togliere il silicone dalle piastrelle

Il silicone che si applica nelle fughe delle piastrelle funziona da sigillante e una volta asciutto assume una consistenza dura. Anche in questo caso, quindi, prima di rimuoverlo è opportuno ammorbidirlo.

La procedura è analoga a quella descritta nel paragrafo precedente: per ammorbidire il silicone bisogna lavarlo opportunamente con l’alcool o con un solvente, ma è possibile utilizzare anche una miscela di acqua calda e alcool perché il calore ne accelera lo scioglimento. Un altro metodo adatto a questo scopo prevede l’uso della pistola termica, facendo attenzione a impostarla sulla temperatura minima; vista la potenziale pericolosità dell’attrezzo, però, questa alternativa è consigliata soltanto ai più esperti.

Per evitare di rovinare la superficie delle piastrelle è meglio non usare troppa energia quando si passa la spatola, è preferibile invece prolungare l’operazione di “lavaggio” con il solvente e assicurarsi che questo sia penetrato in profondità nel silicone saggiandone consistenza con la punta della spatola, e solo dopo procedere alla sua rimozione.

Nel caso si debbano togliere solo delle macchie di silicone secco rimaste sulla superficie delle piastrelle, invece, basta versarci su un po’ di detersivo in polvere e strofinare a secco con una spugnetta verde.

 

 

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2 COMENTARIOS

Guido

April 9, 2022 at 2:30 pm

Devo staccare un lavandino in cemento, 40x40cm superficie piatta incollato con silicone si piastrelle di grès. Ho provato con un solvente spray…. Ma non penetra ci sono fessure al massimo si 2 mm. Consigli? Grazie Guido

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Flavio EU

April 20, 2022 at 10:37 am

Salve Guido,

per ammorbidire il silicone bisogna utilizzare l’alcool (meglio se miscelato con acqua calda perché il calore ne accelera lo scioglimento). Una volta lasciato agire dovrebbe essere più agevole intervenire.

Saluti
Team EU

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