Come aumentare l’isolamento acustico delle pareti

Ultimo aggiornamento: 30.11.22

 

Tutto quello che c’è da sapere sui materiali e sui rivestimenti fonoassorbenti adoperati per l’isolamento acustico delle pareti di abitazioni e locali.

 

L’inquinamento acustico è una delle maggiori fonti di stress e il disturbo arrecato, a lungo andare può generare serie ripercussioni sia sulla psiche sia sull’organismo; spesso i rumori molesti provengono soprattutto dai vicini di casa, e questo implica che anche noi stessi rappresentiamo una potenziale fonte di rumori fastidiosi per i nostri vicini.

Il rumore può essere originato sia dalle normali attività domestiche sia da apparecchiature utilizzate in casa, come TV, impianti stereo, lavatrici, aspirapolvere e altri elettrodomestici. La soluzione al problema consiste nell’isolamento acustico delle pareti ottenuto mediante la posa in opera di materiali specifici, spesso sotto forma di pannelli isolanti acustici, comunemente chiamati anche pannelli insonorizzanti.

 

L’isolante acustico

I pannelli per isolamento acustico, come accennato in precedenza, sono realizzati con materiali che hanno proprietà specifiche; bisogna distinguere, però, tra quelli che hanno proprietà fonoassorbenti e quelli che hanno proprietà fonoisolanti.

I materiali fonoisolanti per eccellenza sono il piombo e in particolar modo la gomma, che è più economica e facile da lavorare; questi agiscono riflettendo le onde sonore verso la loro fonte, di conseguenza sono utilizzati soprattutto per bloccare i rumori provenienti dall’esterno. Il piombo è più efficiente ma è anche estremamente costoso, di conseguenza viene adoperato soltanto quando c’è la necessità di insonorizzare gli ambienti dove sono collocati impianti che generano un’elevata rumorosità, come la sala macchine o il locale caldaie di un grande edificio.

I materiali fonoassorbenti, invece, sono meno efficaci rispetto a quelli fonoisolanti, ma in ambito domestico hanno una resa più che sufficiente; inoltre offrono l’ulteriore vantaggio di agire anche come isolanti termici e quindi sono di gran lunga più diffusi. Tra questi troviamo il sughero, il polistirene e il poliuretano espanso, la lana di roccia e la lana di vetro, la fibra di legno e altri materiali di consistenza porosa o comunque strutturati in modo tale da assorbire le onde sonore invece di rifletterle.

 

L’insonorizzazione dell’ambiente

Di solito l’insonorizzazione domestica avviene come conseguenza naturale quando viene eseguita la posa in opera di infissi a tenuta e dei pannelli isolanti per la realizzazione del cappotto termico. I materiali usati per l’isolamento termico, infatti, possiedono anche proprietà fonoassorbenti.

Quando si presenta l’esigenza di isolare acusticamente un edificio condominiale o un ambiente destinato a scopi specifici, come una sala di registrazione, un locale pubblico dove viene suonata musica dal vivo o una sala cinematografica, allora bisogna tenere conto delle normative che regolano l’isolamento acustico presenti nella legge 447/1995 e nel DPCM del 5 dicembre 1997. In queste norme sono stabiliti e indicati in decibel i valori minimi e massimi da rispettare, a seconda del tipo di edificio o ambiente, ed è chiarito quali sono i punti di maggiore dispersione sonora, in modo da agire sugli stessi in maniera mirata.

A seconda del caso, infatti, invece di insonorizzare parete, pavimento e soffitto globalmente, è possibile insonorizzare una parete soltanto per ottenere comunque i risultati desiderati.

 

Soffitto e pavimento

Le aree più sensibili, dove l’isolamento acustico a volte non è in grado di raggiungere la massima efficienza, sono il soffitto e il pavimento. Entrambi pongono diverse problematiche infatti, a cominciare dalla complessità degli interventi di ristrutturazione richiesti; il pavimento, in particolar modo, per essere opportunamente isolato contro il rumore richiede la demolizione del rivestimento preesistente e poi l’applicazione degli strati di materiale isolante. 

Questi ultimi, inoltre, sono efficaci nel ridurre la propagazione dei rumori interni verso il piano sottostante, per esempio quelli prodotti dal proprio calpestio, ma sono di gran lunga meno efficaci nello schermare i rumori aerei provenienti dal piano inferiore.

L’isolamento acustico del soffitto invece, come nel caso del cappotto termico, si ottiene conseguentemente alla ristrutturazione della copertura quando questa ha come scopo la realizzazione di un tetto ventilato o comunque termicamente isolato. Altre soluzioni invece, come quelle adottate per i solai, prevedono l’insonorizzazione mediante la creazione di un controsoffitto in cartongesso nella cui intercapedine sono inseriti i pannelli di materiale fonoassorbente o fonoisolante.

 

Come rivestire una parete in modo economico

Se siete stanchi di ascoltare le lamentele dei vicini ogni volta che adoperate la lucidatrice per auto in garage e vi state chiedendo se sia possibile insonorizzare una stanza economicamente, la risposta è affermativa ma dovete comunque essere consapevoli che l’efficienza dell’isolamento acustico sarà proporzionata alla spesa e al lavoro fatto.

Uno dei metodi più economici consiste nel raccogliere un numero sufficiente di cartoni usati per il trasporto delle uova, armarsi di silicone, pistola termica, chiodi, ovatta o lana di roccia in quantità adeguate e poi procedere a rivestire le pareti da insonorizzare. Per quanto possa sembrare assurdo, questo metodo assicura dei risultati tutto sommato accettabili, soprattutto considerando che il materiale richiesto ha un costo irrisorio e che l’intervento di posa in opera è del tutto fai da te.

Il nostro consiglio, però, è quello di non stringere troppo i cordoni della borsa; con una spesa ragionevole, infatti, è possibile insonorizzare in modo efficace una stanza senza ricorrere all’intervento di un tecnico. Prendete le misure del locale da isolare e calcolate quanti metri quadrati bisogna ricoprire, tenendo presente che non siete obbligati a rivestire interamente l’ambiente e che potete limitarvi solo alle pareti confinanti con l’esterno o con i vicini.

Potrete poi rivestire l’area interessata con della lana di roccia, il cui costo varia dai 20 ai 30 euro al metro quadrato, e con pareti di cartongesso, il cui costo oscilla dai 3 ai 5 euro al metro quadrato.

È possibile optare anche per il montaggio del solo materiale isolante, riducendo così sia la spesa complessiva sia i tempi di lavoro; alcuni tipi di materiale infatti, come i pannelli di sughero o quelli di cartongesso antirumore, a differenza della lana di roccia e del polistirene hanno il pregio di essere esteticamente “finiti” e quindi di non richiedere l’applicazione di ulteriori coperture. Sia il sughero sia il cartongesso antirumore sono disponibili a un prezzo compreso tra i 25 e i 40 euro al metro quadrato, a seconda dello spessore.

 

 

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